Monza 2012 o... Misano 1989?

di Edoardo Licciardello

Monza 2012 o... Misano 1989?

Osservare la diretta da Monza, domenica, ha avuto l’effetto di un viaggio “con la mia personale macchina del tempo”, come amava dire il nostro compianto Gabriel Pirini. Un tuffo in un passato in cui non ero neanche maggiorenne, e in cui tutto ora sempre più bello – anche un viaggio dalla mia Modena fino a Misano condotto con mezzi di fortuna, litigando con ferrovieri e tassisti, e finito nella più totale disorganizzazione ritrovandomi bagnato, infreddolito e… nel bel mezzo di Misano monte, lontanissimo dalla maledetta stazione dei treni.

Era il 1989, quello dello sciopero dei piloti. Sono passati circa ventitré anni – perché anche il mese era quello – ma certe cose non sono cambiate. Nella fattispecie, una gestione approssimativa di situazioni del genere.


A Misano i piloti dissero che i vari tipi di asfalto, con l’aggravante della salsedine ben nota a chi ha mai girato o corso al Santamonica (lo so che non si chiama più così, ma per me il nome resta quello…), sul bagnato erano più scivolosi di una saponetta nella doccia. Probabilmente avevano ragione, ma all’epoca l’impressione fu che comunque lo sciopero – tutti i top riders si rifiutarono di correre – fosse più una prova di forza da parte dei piloti, allora poco considerati in casi del genere, che non la manifestazione di una reale paura che qualcosa potesse succedere.

Fatto sta che ci fu un balletto di giri di ricognizione dei piloti, false partenze, giri in auto di Eddie Lawson con la direzione gara e l’organizzazione del Gran Premio (paradossalmente, se la memoria non mi inganna, proprio Flammini Racing che all’epoca curava i GP d’Italia e di San Marino…) e poi, alla fine, le braccia incrociate di diversi piloti – tutti gli ufficiali, tranne Pierfrancesco Chili. Iniziamo con il precisare che la decisione di correre di chi allora lo fece, con ogni probabilità, aveva poco a che vedere con il rispetto per il pubblico, e molto invece con le pressioni esercitate dai team manager (si vocifera di ricatti economici) e la possibilità di aggiudicarsi succosi premi d’arrivo per chi, normalmente, puntava alle posizioni oltre la decima con diversi giri di distacco.

Andò a finire con uno spettacolo pietoso, con la NSR di Chili e uno sparuto gruppetto di Honda RS a tre cilindri e Suzuki RGB d’anteguerra ad esibirsi in una decina di traballanti giri in equilibrio precario, con curve a moto verticale e momenti di gloria per gente come Rudroff, Buckmaster, Schmassmann – che si beccò comunque due giri. Chili conquistò la sua unica vittoria in 500 della sua carriera, e al passaggio sul traguardo fu sarcasticamente applaudito da Lawson come “crumiro”.

A Monza, ne sono sicuro, si sarebbe visto un altro genere di spettacolo, tanto in gara-1 che in gara-2. Ma non voglio parlare di sicurezza dei piloti – per due motivi: il primo è che il periodo è a dir poco nero e ho sempre messo la salute di chi corre davanti a tutto, compresi di diritti di organizzatori e pubblico. Il secondo è che non ero sul posto, e mai mi sognerei di dare del bugiardo a chi, fra i piloti, sosteneva che mettersi a tirare lì dentro – perché Monza è una “pistaccia”, vecchio stile e molto pericolosa – fosse realmente troppo rischioso.

Il punto è un altro: che bisogna fare in modo che questo sospetto non abbia nemmeno ragione d'essere. Cominciamo con lo scagionare Pirelli, alla quale era difficile umanamente chiedere di fare più di quanto abbia fatto – a differenza di altri, la casa milanese ha una gomma intermedia fra le sue proposte, che però i piloti non hanno voluto usare senza motivare in dettaglio la scelta o limitandosi ad un “non la conosciamo a sufficienza”. Inoltre, per offrire un’ulteriore possibilità di scelta, e sfruttando la vicinanza logistica, i tecnici Pirelli hanno provveduto a scolpire durante la notte un congruo numero di slick SC0. La domenica sembrava che nulla fosse cambiato, e che la scelta continuasse ad essere fra rain e slick.

Il vero problema è che molti fra i piloti in griglia, e fra quelli con “diritto di parola”, si trovavano in palese conflitto d’interessi nell’esprimere una scelta. A questo punto, già dopo gara-1, erano organizzazione e direzione gara a dover prendere posizione. Si corre, punto e basta: hanno corso le stock, dove la Panigale di Savadori e La Marra aveva fatto segnare velocità di punta più alte della 1198 di Checa. Chi non ne aveva voglia poteva rientrare ai box. Certo, considerando il periodo nero che stiamo vivendo, è facile intuire come prendere la decisione di far rischiare la cotenna a qualcuno non dev’essere facile, ma certi teatrini fanno davvero un gran male all'immagine (e alla sostanza) di uno sport come la Superbike, che proprio non se lo merita.

Guardando il lato positivo, nel 1989 lo sciopero dei piloti e la successiva “farsa in tre atti” di Spa-Francorchamps, sempre innescata da una pista pericolosa e condizioni di bagnato fecero si che i piloti iniziassero a contare qualcosa quando c’era da parlare di sicurezza, dando origine a un organo collegiale con una rappresentanza dei piloti sfociata poi in quella Commissione Sicurezza che ha preso le mosse, nel 2003, dalla tragica scomparsa di Daijiro Kato. Speriamo che anche la farsa monzese abbia ripercussioni positive. Nella fattispecie, che l’associazione elegga a proprio rappresentante un pilota, magari appena ritiratosi dalle competizioni, che sia in grado di dare un parere derivante da un confronto continuo con gli ex colleghi filtrandone i conflitti d’interesse. Non si può sperare che tutti siano dei signori come Carlos Checa…

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Altri commenti

caio996

e no cz .. .sennò mi tirate via l'unica vittoria di Chili in 500 ^^

Inserito: 07 maggio 2012
CASEYCIVINCEVA

dunque........io a monza c'ero e come ho gia' scritto ho pagato 101 euro di biglietto piu' 750 km di autostrada + gasolio per il viaggio..........totale spesa= circa 240 euro........... nonostante la delusione di aver visto solo 8 giri totali posso dire che dopo aver visto la gara super stock e super sport la pista era veramente pericolosa, ho visto molte cadute improvvise su striscie di pista bagnata in zone d'ombra dove era impossibile secondo me capire se c'era veramente bagnato o meno.........se pirelli ha fatto un numero di gomme la notte ......mi viene da pensare che abbia capito che con le rain ha fatto una gran cagata visto che al secondo giro perdevano pezzi grossi come pacchetti di sigarette......io la pirelli non la scagionerei in pieno.........per quanto riguarda la decisione finale sono daccordo con chi ha scritto l'articolo quasi su tutto.......non si doveva far decidere a biaggi e melandri che non avevano problemi con le rispettive moto ( gara1) e in gara 2 secondo me c'era una situazione di asciutto parziale in cui con le slick era molto pericolosa........finisco con il dire che dare del signore a carlos checa in questa occasione mi sembra fuori luogo..........carlos ha un modo di dire le cose meno violente di max e marco ma anche lui ha detto che per lui sarebbe stato meglio aspettare 10 minuti, aspettare che la pista fosse allagata e poi cominciare ( con la pista bagnata era velocissimo checa e la sua ducati non soffriva la velocita' sui rettilinei dei 4 cilindri) ognuno ha tirato l'acqua al suo mulino sia biaggi sia melandri e anche checa........la direzione avrebbe dovuto prendere una decisione per conto suo o al limite si faceva come diceva la maggioranza dei piloti...........concludo che ho perso dei soldi per non aver visto niente ma secondo me tutti ma proprio tutti i torti i piloti non hanno avuto.......per me va' bene cosi'.........daje max

Inserito: 07 maggio 2012
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Derapatamente vostro


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