Ducati - AMG: i genitori divorziano, restano i... Diavel!

di Edoardo Licciardello

Ducati - AMG: i genitori divorziano, restano i... Diavel!

L'acquisto di Ducati da parte di Audi è già stato discusso in tutte le salse, così come la reazione - scontata, e ovviamente poco amichevole - di AMG, che da un paio d'anni aveva dato il via ad un'operazione di co-branding e sponsorizzazioni incrociate in diverse iniziative. Dalle presentazioni di Streetfighter 848 ed SLK55 nell'identico giallo fino alla stella di Stoccarda con le tre lettere del marchio di Affalterbach sotto sui cupolini delle Desmosedici (la cui sparizione potrebbe non essere automatica - l'accordo di sponsorizzazione per la MotoGP potrebbe essere legato ad altre ), i due partner sembravano cinguettare felici almeno fino al giorno precedente l'annuncio dell'acquisizione.

Immediatamente dopo, ovviamente, AMG ha rilasciato un sinteticissimo comunicato secondo cui "Da fine 2010 ha avuto luogo una fruttuosa collaborazione in termini di marketing fra AMG e Ducati.

L'acquisizione di quest'ultima da parte di un costruttore automobilistico rivale è però comprensibilmente risultata nella sospensione di qualunque ulteriore collaborazione." Il comunicato poi precisa come, a dispetto di tutte le voci (e anche di qualche dichiarazione esplicita relativa a contatti fra le case da parte di Andrea Bonomi) non ci fosse alcun interesse reale per l'acquisto della casa bolognese. "L'acquisizione di Ducati non è mai stato un nostro obiettivo - siamo concentrati nello sviluppo e nella produzione di auto sportive di lusso, e destineremo tutte le nostre energie a questo scopo." Che AMG non volesse acquistare Ducati era ovvio - io, in effetti, ho sempre pensato a Daimler.


Lasciando da parte distinguo e facili ironie, è probabile che in effetti a Stoccarda non abbiano mai pensato seriamente di acquisire Ducati - o, dopo aver valutato la possibilità, l'abbiano scartata - altrimenti si faticherebbe a comprendere come si possa riservare un'opzione esclusiva ad un concorrente quando la stella la si ha già in casa. Alla fine, di questo accordo - che la ragione fa comunque ritenere più breve di quanto almeno una delle due parti non avrebbe voluto - resterà qualche foto delle presentazioni in cui orgogliosamente la casa di Bologna sfoggiava le quattro ruote di Affalterbach, e... il Diavel AMG.

Al momento in cui scriviamo la sorte dell'edizione speciale della powercruiser alla bolognese non è ancora stata definita, ma il comunicato di AMG lascia molte poche speranze sul fatto che la produzione possa proseguire oltre i numeri già realizzati. Qualcuna è infatti già stata prodotta, ed è già arrivata presso i concessionari. La domanda che è lecito porsi è: visto che si tratta di un'edizione limitata (anzi, a questo punto limitatissima) di una moto di grande successo, con finiture di pregio assoluto... quanto può valere una Diavel AMG? Al momento attuale, il prezzo di listino - almeno a giudicare gli annunci che si trovano sul web. Avete già capito dove voglio andare a parare. Se avete ventiseimila euro (e spiccioli) che vi ballano in tasca e volete fare un investimento a lungo termine, potete buttarli via in modi molto peggiori che non comprando una Diavel AMG. A patto di resistere poi alla tentazione di andarci in giro, s'intende...


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