Ma schierarsi è davvero necessario?

di Edoardo Licciardello

Ma schierarsi è davvero necessario?

Era evidente. Dopo un’intervista come quella rilasciata da Rossi nell’immediato dopogara di Losail, si sarebbe scatenato un pandemonio: sono ormai anni che Valentino divide l’Italia e non solo. Stiamo parlando di sport, dunque c’è chi tifa e chi tifa contro, è una logica immutabile a cui, nei paesi latini ed anglosassoni – ma forse in tutto il mondo – non si scappa. Inevitabile che qualcuno si schierasse a favore, qualcuno contro, e che la maggior parte delle discussioni, invece che sullo sport e sul bello che si è visto nella gara del Qatar – e si è visto tanto, nelle categorie inferiori come nella MotoGP – si concentrassero nel processo a Rossi e alla Ducati, a seconda di chi si ergeva a giudice.

Non ho la minima intenzione di partecipare al processo, e non perché, come non tarderà ad insinuare qualcuno, guadagni chissaché dal sostenere Rossi.

Come la penso sulla sua esternazione e posizione l’ho già scritto nel borsino (a proposito, grazie a chi ci ha espresso un parere, direi sia piaciuto – lo manterremo, con tanto di diminutivo, visto che si tratta di termine tecnico della finanza) e non direi proprio sia a favore di Rossi. Il punto è che continuo a non credere che Valentino Rossi valga un decimo posto, né che Ducati possa puntare al massimo a prendere 28 secondi dal vincitore, dunque ho idea che ci siano troppi elementi sconosciuti anche agli addetti ai lavori non dotati di un badge bianco/rosso che permette di aprire un paio di porte in quel di Borgo Panigale. E quando il numero delle incognite supera quello delle equazioni nel sistema, mi hanno insegnato a scuola, il sistema è irrisolvibile – al momento attuale servono più equazioni o meno incognite.


No, il senso di questa piccola riflessione è diverso. Chi ha sottoscritto il nostro feed twitter, o anche solo chi butta un occhio al widget in basso a destra, avrà notato da lunedì un fenomeno quantomeno anomalo: una salva di retweet – con in mezzo anche qualche personaggio insospettabile – di una vecchissima intervista a Masao Furusawa tradotta dallo spagnolo ad opera del nostro Manz - che, conoscendolo, terrà a sottolineare di non avere alcun merito nella faccenda... Intervista in cui l’ex amministratore delegato di Yamaha Racing professava la sua fede nelle doti di collaudatore di Valentino Rossi, arrivando ad esprimere il suo rammarico per il passaggio del suo… dipendente ed amico a Ducati per il vantaggio che avrebbe potuto dare a Ducati – preoccupazione ingiustificata, con il senno di poi, visto come sono andate le cose.

Ma il punto non è questo. E’ vedere come tanti siano andati a recuperare un pezzo tanto vecchio e lo abbiano ridivulgato – abbiamo fatto più di dodicimila visite su quel pezzo solo nei due giorni appena trascorsi – per cercare spiegazioni, elementi a cui attaccarsi nella difesa di Valentino Rossi. Lo sport, se volete, è bello anche per questo. Ma è davvero impossibile che le discussioni debbano tutte essere una grande caccia alle streghe per scagionare o accusare rancorosamente l’uno o l’altro? Mah. Un altro motociclismo, forse, non è possibile. E chi coglie questa citazione parafrasata me lo dica – ci faremo una risata insieme, anche se forse un po’ amara…

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Altri commenti

CASEYCIVINCEVA

purtroppo nel 2005 non sapevo neanche cosa fosse internet io........ma seguivo da molti anni il motomondiale e ho visto che ne e' stato fatto e detto di biaggi..............anche da giornalisti........e voi che oggi difendete tanto rossi e che chiamate antisportivi chi critica avete tutta la personalita' di essere proprio coloro che hanno scritto tante righe di troppo sul mio campione........non mi ritengo antisportivo, io ho sempre ammesso il valore di rossi ma adesso le critiche se le deve beccare tutte........e' giusto sia cosi'...........almeno lui avra' alternative per i prossimi anni, qualcun altro ha dovuto iniziare di nuovo da 0.........no io personalmente non perdonero' mai............max e' un signore..........ari daje max

Inserito: 12 aprile 2012
Fastmambo

Come al solito, l'equilibrio e la pacatezza di un ottimo articolo, che potrebbe aprire a vari spunti di riflessione, rischia di essere compromesso dai soliti commenti....
Comunque, punto primo: qui non si parla di Biaggi.
Punto secondo: se Max è dovuto ripartire da zero, e di lui "ne è stato fatto e detto", è il classico esempio di "chi è causa del suo mal, pianga se stesso".
Punto terzo: è ovvio (visto il suo momento di impopolarità) che oggi si critichi Rossi. Si possono cercare cause di calo di prestazioni o di motivazioni del pilota, o mancanza di competitività della moto. Ma non è accettabile, riprendendo un commento tramite FB, che se oggi Rossi si trova in grosse difficoltà, si debba per forza rimetterne in discussione una carriera straordinaria.
Credo che oggi, come leggevo nell'intervista a Motosprint, Rossi si trovi in una situazione in cui le sue indicazioni non riescono ad essere ben interpretate e risolte dai tecnici Ducati: è evidente che a loro manca (non che siano degli incapaci...) l'esperienza pluridecennale di corse che hanno in Honda e Yamaha, dove Rossi ha potuto esprimere il meglio di sè (come collaudatore) grazie proprio a chi, lavorando come tecnico, riusciva a trovare soluzioni efficaci e tempestive. Ma penso anche che la sua irritazione derivi non tanto da questo (probabilmente non essere "interpretato" lo frustra..) ma dal fatto che non abbiano ancora risolto il problema più grosso (forse perchè una Ducati superpotente fa molto marketing...), quello relativo al motore: perchè lui dice chiaramente che 250 o 260 cavalli non fanno la differenza (andate a vedere le potenze in SBK del motore meno potente - Ducati - e quello più potente - BMW - e poi paragonatene i risultati....), ma ciò che è importante è l'erogazione e come vengono scaricati a terra i cavalli (traction control). Oltre a questo c'è una componente legata al pneumatico anteriore Bridgestone, che obbliga il pilota a "spigolare". Una gomma che sembra avere carcassa e mescola progettati per andare incontro a piloti minuscoli (come Pedrosa.... eh eh eh...) che non riescono a "tenere" in curva un'elevata velocità di percorrenza e un prolungato tempo in piega. Ora, non vorrei insinuare che HRC e Repsol abbiano "indirizzato" Bridgestone verso una gomma pro-Dani (giammai.... ), ma di certo c'è che Stoner, Pedrosa e Lorenzo riescono più di tutti semplicemente ad interpretarla al meglio, cosa che Rossi (e l'ha dichiarato lui stesso, senza accampare scuse futili come facevano tanti altri...) non riesce ancora a fare. Forse a Jerez, con una nuova Bridgestone anteriore qualcosa cambierà, forse no, di certo c'è che oggi Rossi è consapevole che più di tanto non si potrà fare.
E anche il 2012 è andato: ovvio che sia inc...ato come una bestia..

Inserito: 13 aprile 2012
lucajoebar

Io trovo che con gli articoli di Manziana, le analisi di Edo e quest'ultimo commento di Fastmambo l'argomento sia stato sviscerato al 100% e non ci sia nient'altro da aggiungere.
Sorvolerò sul commento precedente, quelle parole dopo quelle di Edo qualificano perfettamente il personaggio che le ha scritte.
E infine la mia opinione: si sta prendendo il vizio del calcio dove tutti sono allenatori, presidenti, direttori sportivi. In questo caso tutti gli italiani medi(ocri

Inserito: 13 aprile 2012
lucajoebar

Dicevo, in questo caso tutti gli italiani medi(ocri) si sentono in diritto di essere piloti, tecnici, ingegneri. E lo fanno anteponendo all'obiettività il tifo simil-ultrà e raggiungendo dei livelli di meschinità che ho visto solo in certi politici. Il problema è il tifo, ma non il tifo corretto e sportivo. Il problema è il tifo contro l'avversario, ne siamo vittima tutti in misure differenti, dovremmo eliminarlo ma è impossibile. Altrimenti avremmo già eliminato anche le guerre.

Inserito: 13 aprile 2012
Biaggicmqnoncihamaivinto

Il mio nickname è già una risposta allo stonerista per opportunità (o lorenzista o haydenista in base all'annata)...

Inserito: 13 aprile 2012
icscappaerre

Articoli come questo, "oltre" lo sport, al di sopra delle polemiche, sono un ottimo spunto di riflessione. Ebbene, come ho già ho ripetuto varie volte tra le righe di altri post, non sono fan di niente e soprattutto di nessuno dal momento che la sua accezione di "fanatico", proprio non mi appartiene. E però.....c'è un però; la domanda è "shierarsi è davvero necessario?" e la mia semplice ed inequivocabile risposta è si. Mi spiego meglio. Da italiano, amo ed odio profondamente ed allo stesso, tempo il mio Paese. Amo la sua storia, amo i personaggi che ha regalato al mondo, amo i suoi paesaggi e la cucina e il "buon vivere". Odio l'ipocrisia della sua gente, il raggiro strisciante, la singolarità dei personaggi cui ho accenato prima che spesso (troppo spesso) è diventata solitudine, la totale mancanza di meritocrazia. Per carità, è necessario non innalzare l'argomento a posti che non gli competono - ci sono ovviamente cose molto ma molto più importanti, inutile dirlo - eppure il micromondo del motociclismo di cui tutti noi siamo evidentemente apassionati, offre un chiaro spaccato di ciò che intendo dire. Se è vero come è vero che lo sport - tutto lo sport - è ancora e soprattutto nel nostro povero Paese, l'unico campo di meritocrazia rimasto, beh allora non posso non pensar che Rossi dal motociclismo ha dato e preso tutto. Ha creato il personaggio, discussioni, polemiche, unioni e crontoversie ma sopratutto amici miei, ha vinto...e tanto. Si perché volenti o nolenti, il metro di giudizio dello sport è semplice e spietato allo stesso tempo: il risultato. Non è politica di parole o filosofia di pensieri, ma semplicemente....numeri e vittorie e perché no, personaggio. E allora si, lo ammetto quest'anno come mai prima, sono schierato. Non con Rossi (giuro) ma contro chiunque, che oltre ogni logica, calpestando ogni merito ed evidenza, per invidia o semplice ignoranza, intenda cancellare o intaccare imprescindibili (ed ormai quasi sconosciuti nel nostro Paese) valori di educazione, intelligenza, capacità e merito.

Inserito: 14 aprile 2012
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Derapatamente vostro


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