Joan Lascorz: disgrazie e sicurezza

di Edoardo Licciardello

Joan Lascorz: disgrazie e sicurezza

E' un periodo che definire sfortunato è veramente poco, per lo sport motociclistico. In due anni, a livello mondiale, si sono visti più incidenti gravissimi di quanto non se ne fossero verificati nei venti precedenti. Sono cose che fanno male, al di là della retorica e della normale sofferenza di chi condivide la stessa passione che ha spinto (se ancora non spinge) quei ragazzi, quegli atleti, ad iniziare la splendida ma pericolosa carriera di pilota. Sono cose che fanno male al cuore, ma soprattutto che fanno male al nostro sport, perché quando succedono consentono a tutti, anche agli ignoranti a cui i moderni media hanno dato potere di parola, di dire stupidaggini.

Che purtroppo, visto che scripta manent, vengono recepite dall'opinione pubblica generalista, magari utilizzate in maniera strumentale da chi ha interesse a farci scalpore sopra, e... insomma, avete capito.


Il motivo per cui non abbiamo ancora scritto nulla di "ufficiale" della sorte toccata a Joan Lascorz nasce dall'etica professionale - non esistono comunicati ufficiali, dunque non ci sono notizie sicure e realmente verificabili, visto che i medici invitano alla cautela pur restando pessimisti. Ma anche dalla voglia di non reagire a mente calda con la parola scritta ad un dramma come questo, che non può e non deve farci dimenticare che - anche quando la frequenza con cui capitano le disgrazie tenderebbe a farlo - lo sport motociclistico comprende una forte componente di rischio e fatalità.

Il tracciato di Imola non è sicuro. E' difficile che certe piste lo siano, soprattutto se tanto veloci e tanto vecchie. Se poi sono infilate nel bel mezzo di barriere naturali come il fiume Santerno e addirittura una città (a suo tempo è stata costruita molto vicina per scopi molto precisi, vatti ad immaginare allora che sarebbe diventata tanto impopolare...) è pressoché impossibile mettere realmente in sicurezza un tracciato del genere. Detto questo, un'incidente che prevede uno schianto in pieno rettilineo è disastroso sempre e comunque, su qualunque circuito. Nelle curve è possibile creare vie di fuga, nei rettilinei no, a meno di non disegnare circuiti fatti come aeroporti, del tutto privi di tribune e che farebbero tremare la peggior realizzazione di Tilke per noia e assenza di anima. Uno scarto violento della moto di lato, secondo voi, avrebbe conseguenze potenziali molto diverse su qualunque rettilineo del mondo, anche se guard-rail, muri o tribune distassero 10 metri invece di 5?

Veniamo poi all'altro grido di dolore. Perché i piloti non indossano tutti l'airbag, obbligatoriamente? L'airbag Lascorz non ce l'aveva, nonostante l'azienda che produce la sua tuta sia una delle due che ha sviluppato un sistema racing già in uso dai piloti di Superbike e MotoGP. Ma l'Airbag non è l'impostazione "niente danni" dei videogiochi sulle console: se schizzate a 180 all'ora dentro un guard-rail due sacche d'aria in zona collo e scapole possono fare poco. E niente avrebbe potuto fare anche un neck brace, peraltro quasi inutilizzabile in velocità per le limitazioni che impone alla possibilità di muovere la testa verso l'uscita della curva nella posizione di piega più pronunciata - non lo dico io, lo dice chi lo produce. Rendendo obbligatorio l'airbag si migliora certo la situazione, ma i miracoli non si ottengono.

La tragica realtà è che se si vuole trovare un colpevole, questo è proprio la moto. I mezzi che vengono usati, prototipi o derivati di serie che siano ormai sono diventati troppo veloci, troppo sofisticati, troppo performanti a centro curva e troppo impegnativi. E ogni tentativo di renderli più veloci o più sicuri ha il grande problema di essere stato concepito dall'uomo: quando si crede di aver tenuto in considerazione tutti i fattori possibili nel definire una strategia elettronica, tanto per dirne una, il diavolo ci mette la coda e ci propone una situazione in cui quella soluzione, che normalmente rende più facile un ingresso o un'uscita di curva, o anche solo il controllo di un'impennata, provoca reazioni del tutto inconsulte sul mezzo moto. Se molti piloti, tecnici elettronici e telemetristi potessero parlare, verrebbe fuori un campionario di dinamiche da raccapriccio, a fronte delle quali l'unica spiegazione sarebbe quella che seppe trovare un Richard Nixon parlando dell'impegno statunitense in Vietnam e della successiva escalation: "All'epoca sembrava una buona idea". E il dramma è che sarebbe vero.

Facciamocene una ragione: il nostro è uno sport pericoloso. Tanto per dirne una, nessuno potrà mai eliminare dinamiche come quelle che hanno causato la morte di Shoya Tomizawa e Marco Simoncelli. Se un pilota resta in pista e viene investito, solo la divina provvidenza può farci qualcosa. Il nostro è uno sport pericoloso, e se è possibile e doveroso lavorare sempre per ridurre le conseguenze di cadute ed incidenti, non potremo mai fare sì che diventi realmente sicuro. Accettiamo il rischio e stringiamoci attorno a chi ha la sfortuna di dimostrarlo sulla sua pelle e chi gli era - o è - vicino. Senza retorica o ipocrisie, di cui non abbiamo bisogno noi per primi. Perché i casi sono due: o si smette del tutto di correre con le moto, o di drammi come quello di Lascorz continueremo a viverne.

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Altri commenti

lucajoebar

gli incidenti più comuni degli ultimi anni sono gli high sides e gli "inspiegabili". Sono dinamiche che a mio avviso hanno molta attinenza con gli interventi elettronici di centraline sempre più intelligenti ma sempre troppo stupide per capire quando è giusto ridare aderenza e quando no. Mi spiego meglio: il pilota perde aderenza sul posteriore in curva, la centralina se ne accorge e agisce per ripristinare il grip, la gomma riprende bruscamente aderenza e il pilota è sparato in aria in un violento high side. senza elettronica tutto si sarebbe concluso con una bella scivolata nella via di fuga. Oppure (non me ne vogliate, entro nel campo delle mere ipotesi): Il pilota perde aderenza, come sopra la centralina ridà grip e gestisce il gas, la moto invece di partire per la tangente rientra in pista col pilota incastrato sotto e sappiamo tutti come è finita. Oppure ancora: il pilota esce molto veloce da una curva, la ruota anteriore galleggia a un palmo da terra, il pilota apre ancora, l'antiimpennata taglia il gas ma la ruota anteriore non è perfettamente in linea e abbiamo visto lunedi scorso come è finita. Ripeto, sono ipotesi fantasiose, ma forse non così tanto fantasiose.
Quello che penso io è che bisogna trovare un compromesso tra progresso e tradizione, tra elettronica e sensibilità, tra polso destro e centralina. Non dico di abolire totalmente l'elettronica in gara (anche se a volte lo penso), ma di trovare una soluzione affinchè l'errore umano continui ad essere un errore e non ci siano macchine che cercano a tutti i costi di correggerlo.

Inserito: 05 aprile 2012
matrixgab

luca non è che gli high-side esistono per colpa dell'elettronica!
esistono da quando hanno inventato la gomma e l'asfalto.

Inserito: 05 aprile 2012
lucajoebar

matrixgab lo so bene che esistono da sempre, quello che ho cercato di dire (forse spiegandomi male) è che da quando l'elettronica è molto invasiva sono aumentati rispetto alle scivolate, perchè nei casi in cui prima del traction control la moto era ormai persa adesso grazie ai tagli automatici della potenza ci sono casi in cui si riprende l'aderenza in maniera violenta e poco prevedibile. Se fai mente locale concorderai con me che con l'avvento dell'elettronica gli high sides sono aumentati.

Inserito: 05 aprile 2012
Fastmambo

Si, direi che un tempo un high side era causato da un semplice errore umano, oggi è dovuto all'imprevedibilità dell'intervento dell'elettronica. In determinati casi, i tecnici dovrebbero intervenire per evitare che la ruota riprenda aderenza quando non deve. Da parte mia, farei un passo indietro e doterei tutte le moto della stessa centralina, come in F1 e, come in F1, senza controllo di trazione. Perchè il pilota deve essere cosciente che un suo errore può portarlo alla caduta, mentre non può cadere perchè l'intervento dell'elettronica lo sta "ingannando"... Penso sia questo il punto della discordia, o no?

Inserito: 06 aprile 2012
lucajoebar

Fastmambo hai azzeccato in pieno! Bisogna che ti assuma come traduttore!

Inserito: 06 aprile 2012
_MAK_

Sono d'accordo

Inserito: 09 aprile 2012
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Derapatamente vostro


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